Trasferire tecnologia alle industrie esistenti e far crescere nuove imprese in settori capaci di assorbire gli esiti della ricerca. Due attività, queste, che l'Inaf ha sempre considerato con molta attenzione, consapevole che l'attività di trasferimento tecnologico può essere definita secondaria solo con riferimento al momento in cui si manifesta, ossia quale attività derivata da esiti positivi e trasferibili della ricerca astrofisica di base, attività istituzionale cui non può non rimanere sottomesso ogni altro servizio o prodotto dell'Istituto.
Oggi, con la creazione dell'SIT, un servizio interamente dedicato all'innovazione e al trasferimento tecnologico, l'Inaf dispone finalmente di uno strumento adeguato a perseguire questi obiettivi con la massima efficacia.
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